Vox Populi

VAINER NANNI “30 MAGGIO 2013 – 30 MAGGIO 2017 NULLA E’ CAMBIATO!”

Con la famiglia a cena in un locale in Misano Adriatico, direttamente sul mare.
Un lungomare obiettivamente bello, a misura di persona allegro e vivace nei colori.
Mi sono soffermato ad osservare la cittadina e soprattutto, per “deformazione professionale”, la sua spiaggia.
Ciò che ha attratto la mia attenzione sono state le molteplici dotazioni degli stabilimenti, pur se piccoli, in quanto l’estensione della spiaggia è limitata.
Ognuno di essi aveva personalizzato l’arena con quanto poteva essere di conforto al turista ed all’avventore, e non parlo di strutture imponenti, bensì di cose veramente semplici, quali campi da gioco con fondo di sabbia o lastre di cemento e/o autobloccanti, castelli fantastici, arrampicatoi, casette con palline e una miriade di strutture ad ombreggio, coperte di materiale impermeabile e ricovero di piccole palestre, tavoli sedie e quant’altro.
Sui tetti di alcune cabine direzionali, notavo posizionati dei mosconi, a dimensione naturale, pittati con i colori degli stabilimenti, accompagnati da divertenti manichini, vestiti da tradizionale bagnino (con la canotta a righe, insomma) o ritraenti statuari salvataggi.
Ovunque troneggiavano bellissime insegne, aggettanti sia sull’ingresso degli stabilimenti, sia sul lungomare proprio all’interno della passeggiata pedonale.
Pali da illuminazione, sapientemente posizionati con un tocco di regia, rendevano il tutto più simile ad un set cinematografico che ad una vera cittadina …
Il complesso mi trasmetteva la sensazione di una città ottimista, in fremente attesa di un’estate che non arriva e fiduciosa, in tutte le sue componenti e categorie.
Negli alberghi erano posizionate persino le insegne degli stabilimenti, indice di un clima di fiducia, trasmesso anche, probabilmente, dalla sua amministrazione.
Decisi, quindi di tornare a casa passando sul mare, al fine di girovagare sui lungomari “altrui”…
Riccione.
Bella e silenziosa ma tutt’altro che solitaria, con il suo imponente lungomare, i suoi parcheggi sotterranei e gli stabilimenti balneari colmi di aree per il relax, ossia una molteplicità di strutture ad ombreggio, con coperture impermeabili, dotazione sempre più indispensabile in questa pazza stagione.
I giochi, ben oltre i 4 metri di altezza, i campi da volley, basket e bocce, tranquillamente sonnecchianti in questo inizio di stagione, nell’attesa dei turisti che li allietino.
Luminarie discrete ma sapientemente posizionate dai bagnini, mettevano in luce le dotazioni di ogni stabilimento, anche nelle ore dove l’astante, semplicemente, passeggia ….
Insomma, una città fiduciosa, conscia della propria forza e con il sorriso pronto ad accogliere i turisti che, presto o tardi, arriveranno.
Con la mia piccola auto, giungo infine all’altezza dei ruderi delle colonie, tristi testimoni di un glorioso passato, quando i bimbi vi trascorrevano le estati, per essere sanati dallo iodio.
Oggi sono, invece, l’inizio del territorio dedicato alle professioniste del sesso, latrici del fallimento del sogno della senatrice Merlin.
Le colonie, da testimoni di un tempo che fu, a tristi demarcazioni del luogo in cui il sesso può essere mercificato.
Insomma Rimini.
Il sorriso si spegne.
L’intero tragitto del lungomare cittadino mi trasmette tristezza, timore per la stagione e si riflette nei suoi stabilimenti balneari, specchio e cartina tornasole dei problemi della città.
Pali a terra, giochi smontati, appoggiati sull’arena, che paiono enormi cetacei spiaggiati da marosi improvvisi, mattoncini accatastati alla meglio, campi che campi non sono, in quanto privi di protezione….
Rimini, il luogo dove una struttura con quattro pali e della juta in capo, deve essere paragonata ad un bunker della guerra fredda.
Rimini, la località dove giocare e mettere a disposizione gratuita strutture per giocare deve essere considerata attività pericolosa e, come tale, soggetta ad una normativa più simile a quella per installare dotazioni militari ….
Rimini, il posto delle contrapposizioni, dove tutti si è contro tutti e però tutti, si deve essere contro l’amministrazione, poiché essa rema sempre e solo contro tutti ….
Rimini, dove si spengono i sogni e si inizia ogni stagione estiva con il patema … dove ci si chiede quando arriverà settembre … se mai inizieranno i mesi che precedono settembre …
Rimini, dove anche una lodevole iniziativa quale la realizzare una pista ciclabile è fonte di errori, polemiche e contrapposizioni …
Rimini, dove l’entusiasmo lascia posto alla disillusione …
Rimini, dove la certezza lascia il posto all’incertezza …
Rimini, dove la burocrazia strozza sul nascere l’iniziativa,
Rimini, tomba della fiducia in sé, negli altri e nel futuro …
Rimini, dove anche il lavoro diviene ricerca di “schiavi”…
Rimini, la mia città, il mio sogno … la mia prigione …
Rimini … aliena, lontana, scostante e scostata …
Rimini … sinonimo di tutto questo e sempre meno … la mia Rimini..

Vainer Nanni

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