Cronaca

SANTARCANGELO: IL ‘DOPOFESTIVAL’ CAMBIA SEDE E SI TRASFERISCE NEL PARCO CAPPUCCINI

La Giunta comunale ha concesso all’associazione Santarcangelo dei Teatri l’utilizzo di un’area all’interno del parco Cappuccini per l’allestimento dello spazio “Dopofestival” in occasione della manifestazione teatrale che si terrà dal 7 al 16 luglio 2017. In un primo momento l’area individuata per il tendone che ospiterà concerti e spettacoli del Festival era quella di proprietà comunale lungo la via Emilia (che in occasione della Fiera di San Martino accoglie i carriaggi del luna park), ma motivi di pubblica sicurezza hanno spinto l’associazione Santarcangelo dei Teatri e l’Amministrazione comunale a utilizzare uno spazio all’interno dell’area verde di ampie dimensioni situata nei pressi del fiume Uso. Quest’ultima infatti è risultata più rispondente alle indicazioni in tema di antiterrorismo. La concessione temporanea dello spazio individuato per il periodo 26 giugno 26 luglio ha già ottenuto i pareri favorevoli dei competenti uffici comunali, mentre sono in corso le procedure per l’acquisizione dei pareri degli organismi esterni. Pareri ovviamente indispensabili per perfezionare la concessione, che fra gli altri obblighi prevede la gestione, la manutenzione e la pulizia dell’area a carico del Festival. Sempre per dare corso alle disposizioni in materia di antiterrorismo, l’Amministrazione comunale sta inoltre predisponendo un piano per collocare barriere antisfondamento nei punti più sensibili del centro destinati a ospitare gli eventi estivi. “Con il cambio di localizzazione del ‘Dopofestival’ applichiamo attentamente le indicazioni di Questura e Prefettura in materia di sicurezza e antiterrorismo – dichiara il sindaco Alice Parma – in particolare per quanto riguarda il potenziale accesso di veicoli alle aree dove si svolgono eventi che coinvolgono un numero rilevante di persone. L’occasione però si è rivelata utile anche per valorizzare un luogo mai utilizzato prima dal Festival, portando avanti quella straordinaria trasformazione degli spazi che per dieci giorni, ogni anno da quasi mezzo secolo, il Festival opera sulla nostra città”.

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