Cultura
    Giovedì , 12 Luglio 2018     11:34

Santarcangelo Festival. Da Fluxo a Be Careful, la cura di sè passa dal rispetto

Santarcangelo, 11 luglio.

Santarcangelo è un piccolo borgo raffinato dell’entroterra romagnolo, in cui si respira innovazione e tradizione allo stesso tempo. È lo sfondo, dal 6 al 15 luglio, del Santarcangelo Festival, un inno all’arte e alla visione artistica in tutte le sue diverse forme. Il Festival ha invaso tutta la piccola cittadina, in alcuni casi amalgamandosi e in altri rimanendo un qualcosa in più, una ricchezza.

Tanti sono i luoghi presi in prestito, tra cui il Parco Clementino, che si anima verso sera di appassionati della cura del corpo e del fitness, artisti diversi mostrano le proprie abilità e le mettono al servizio dei tanti partecipanti e curiosi. Fermarsi qui, sul far del crepuscolo, all’aria aperta, non solo aiuta il corpo a sfogare la giornata che sta terminando, ma fa bene anche allo spirito che si ristora, insieme a tante risate…perché si, alcuni curiosi sono anche un po' scoordinati e ci si ritrova a scherzare e ridere insieme della propria goffaggine. Si tratta di Fluxo e non potete non farci tappa.

Santarcangelo ha molto da offrire e il festival può essere quel qualcosa in più che oltre a far scoprire una tradizione, può rendere ancora più interessante la visita. Una serata in questa piccola chicca romagnola può trasformarsi in un piccolo viaggio alla riscoperta di tanti valori.

Entrando nel vivo del Festival, allo Spazio Saigi, in un luogo spartano, c’è attesa di una degli artisti più interessanti di questo festival, Mallika Taneja, artista indiana.

“Devi stare attenta, sono tempi bui”, Be Careful, parla di questo, di come la donna, in India, e non, si senta, ogni giorno, messa in guardia da quello che può succedere e capitarle in prima persona e di come abbia lei stessa la RESPONSABILITA’ di proteggersi affinchè possa togliersi di dosso la colpa se mai qualcosa dovesse veramente accadere.

Togliersi di dosso. Mallika, da vera artista, non ha paura e mostra una sé completamente libera da restrizioni sociali, catene e vestiti, così come ogni donna, ogni ragazza e bambina dovrebbe sentirsi e poter vivere. Ma non è così la realtà e il racconto dell’artista ne porta tutta la verità, più parla e racconta di regole, di limiti, di pettegolezzi, più si copre con foulard, canotte, pantaloni, gonne, fino a parlare di responsabilità, la responsabilità di ogni donna di sapere i rischi che corre, senza particolari motivazioni o forse la motivazione è troppo ampia e intrinseca ad una società radicalizzata, mai troppo vecchia perché presente ovunque, non solo in India.

Il lavoro artistico di Mallika è talmente studiato e forte, da rendere divertente lo svolgimento, ma il riso diventa un pianto. Le chiavi di lettura sono molteplici, è un gioco di contraddizioni e contrari, un inizio svestita, libera, riflettendo una freschezza femminile lontana da ogni stereotipo e gabbia, per poi concludersi completamente vestita, ingabbiata dalle regole e dalle responsabilità ingiuste che la donna subisce, ma spogliando verbalmente una cultura ricca di contraddizioni.

Uno spettacolo forte, come gli applausi che Mallika ha meritato, che dovrebbe essere visto da tutti, affinchè quest’arte e questo messaggio non rimangano per pochi.

Se l’obiettivo del Festival è lasciare un messaggio, sicuramente ha fatto centro.

 

Ilaria Ferrari

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