Cultura

Rimini, la Sagra Musicale Malatestiana celebra Claudio Monteverdi, nato esattamente 450 anni fa

RIMINI – La Sagra Musicale Malatestiana celebra il quattrocentocinquantesimo anniversario della nascita di Claudio Monteverdi, con la prima esecuzione in forma scenica della prima parte dell'Ottavo Libro dei Madrigali guerrieri e amorosi, raccolta stampata a Venezia nel 1638. "Libro Ottavo- Canti guerrieri" è il titolo dello spettacolo dove la più alta poesia italiana – tra cui le ottave del celebre Combattimento di Tancredi e Clorinda dalla Gerusalemme Liberata di Tasso – si offre come un vertiginoso esercizio di sperimentazione e come uno sguardo retrospettivo su trent'anni di attività compositiva del grande musicista.

La nuova produzione – in programma sabato 23 settembre ore 21.30 al Complesso degli Agostiniani di Rimini – è affidata a Muta Imago, compagnia teatrale guidata da Claudia Sorace e Riccardo Fazi, con un progetto che rispetta la sequenza dei madrigali pubblicati nell'Ottavo Libro, così da restituirne appieno la straordinaria contemporaneità e la vibrante retorica, permeata della gioia e della violenza dell'amore: quello primevo, carnale, misterioso e guerriero, che arriva all'improvviso e tutto sconvolge. Sulla scena, foresta pluviale che si trasforma in campo di battaglia, Muta Imago si confronta con due nomi della danza nazionale (Annamaria Ajmone e Sara Leghissa), coinvolgendo quattro performer e con l'Ensemble Arte Musica composto da sedici esecutori tra cantanti e strumentisti, tutti affidati alla direzione del clavicembalista Francesco Cera.

"È in uno spazio prima chiuso e oscuro, poi aperto e schietto – spiegano Claudia Sorace e Riccardo Fazi – che ci si prepara alla guerra o all'incontro amoroso; è qui che avviene il passaggio dalla polifonia al teatro musicale, la trasformazione dei madrigali nel dramma conclusivo del libretto, il Combattimento di Tancredi e Clorinda. Uno spazio liminale, al confine, dove le luci, la scena, le proiezioni video, fanno dei corpi dei protagonisti veri e propri paesaggi di tensione e desiderio".

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