Politica

RICCIONE: PIU’ DEL TRIONFO DELLA TOSI CONTA IL TRACOLLO DEL PD

Ha ribaltato il pronostico e si è ripresa ciò che alcuni dei suoi stessi uomini, tradendola, le avevano tolto. Mentre gli sconfitti si impegnano oggi a trovare spiegazioni nelle diatribe di correnti, nella scarsa affluenza al voto, nel non saper parlare agli elettori lei come un trattore ha spianato la strada che porta verso il Municipio e se lo è ripreso. Chi la derideva, chi la sottovalutava, chi la dava già per finita ora è meglio che cambi… residenza.

Renata Tosi non ha vinto a Riccione. Ha trionfato. A testa alta, ha retto lo sconcio di chi le ha infilato un coltello in mezzo alle spalle, ha saputo reagire alla ferita e combattere la sua battaglia. Aggiudicandosi il primo scontro due settimane fa e ribadendo la sua superiorità domenica al ballottaggio. Non c'è Pd che tenga di fronte a questa macchina di voti con un motore alimentato dalle sue liste civiche e ben corroborato dal centrodestra locale. Ora la Tosi non deve più incorrere nell'errore che, in buona fede, commise la volta scorsa. Deve saperseli scegliere i suoi assessori, le persone che le saranno accanto, in particolare coloro che dovranno aiutarla nell'impegno così importante di sindaco. Ma Renata è una donna intelligente, ora ha capito tutto e non sbaglierà una seconda volta.

Con lei ha vinto la Riccione che non è comunista, di sinistra e collegata ad un sistema che ormai nella nostra Riviera regge solo a Rimini e sol perché ad aiutare Gnassi è arrivata la brigata di Pizzolante. Qui nella Perla, il giochino non ha funzionato. Nemmeno quell'inciucio nascosto con il Patto Civico e poi scoperto è servito per ribaltare l'esito finale e anche su questo bisogna riflettere. Ma più di tutti la sconfitta del Pd. Clamorosa perché la seconda in pochi anni, prima con Ubaldi e poi con la Vescovi. Uno smacco perché la candidata della sinistra non solo non è stata votata abbastanza dai suoi, ma non ha potuto beneficiare nemmeno della spinta dei Contiani e dei Tirincantiani. Per questo il successo della Tosi vale tre volte di più. 

E chi sui social pontificava da mesi a favore della propria candidata, badate bene, non esaltando i suoi colori ma oscurando quelli degli altri,  ha già inserito la retromarcia facendo i complimenti alla vincitrice. Il riferimento non è casuale, ma specifico: Daniele Imola, ultimo sindaco comunista nel vero senso della parola, ha sbagliato pronostici e giudizi rimediando nei confronti dell'elettorato una figura barbina che dovrebbe portarlo a più miti prese di posizione. Ha postato romanzi sui fallimenti della Tosi, sulle mancate promesse elettorali, sull'incapacità di reggere la cosa pubblica: lo hanno smentito i cittadini ed anche i suoi stessi companeros che non sono andati a votare. Un "cartone" così sui denti il vecchio sindaco non se l'aspettava di certo.

Non sarà riuscita a fermare il Trc la Tosi, ma almeno l'ha combattuto fino alla fine e coerentemente. I riccionesi la rivogliono ancora a loro guida perché è stata una donna leale e combattiva, anticomunista e moderata. Forse dopo decenni di bandiere rosse e bella ciao anche Riccione ha cambiato strada. Resta Rimini, l'ultima incompiuta. Ma presto qualcosa di nuovo e di diverso succederà anche lì.

Vittorio Pietracci

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