Vox Populi
    Martedì , 11 Luglio 2017     18:40

PRIORITA’ DI STATO: E’ LOTTA AL NAZIFASCISMO

 “L’apologia del fascismo è cosa seria”; così ha esordito Pierluigi Bersani, a chi gli chiedeva un parere sul disegno di legge presentato dal suo partito e finalizzato a introdurre nel codice penale italiano, un nuovo articolo, il 293bis, per punire “chiunque propaganda le immagini o i contenuti propri del partito fascista o del partito nazionalsocialista tedesco”.

         Invece, le migliaia di immigrati che sbarcano sulle coste italiane, i cittadini messi in mezzo ad una strada dal sistema bancario nostrano, i pensionati che non sopravvivono perché la pensione ricevuta è poco più che una mancetta, la moltitudine di cittadini senza un lavoro, non sono priorità di cui si dovrebbe occupare un Governo? Mah. Strano modo di amministrare un paese, quello dove si considera un problema preminente vietare la libertà di opinione e di espressione, anziché bloccare l’invasione di disperati a cui nulla siamo in grado di offrire (se non un cellulare con tanto di ricarica, un albergo in pensione completa, servizio di lavanderia e stireria, sigarette e paghetta mensile !).  Strano paese quello in cui i politici, anziché adoperarsi per uscire da una crisi mondiale in cui siamo gli unici ad esserne ancora invischiati, pensano a come risolvere i problemi di quei cittadini che si sentono offesi dall’architettura del ventennio fascista.

         Se poi, in tutto questo, consideriamo che la repressione del fascismo è già prevista dalla legge Scelba, che persegue chi “promuove ed organizza la costituzione di un’associazione, di un movimento o di un gruppo avente le caratteristiche e perseguente le finalità del disciolto partito fascista e chiunque pubblicamente esalti esponenti, princìpi, fatti o metodi del fascismo, oppure le sue finalità antidemocratiche”. Se aggiungiamo che a questa prima legge, diede man forte, 40 anni dopo la legge Mancino che ha sanzionato le condotte legate all’ideologia nazifascista che incitino alla violenza e alla discriminazione per motivi razziali, religiosi o ulteriori. Allora ci rendiamo conto che, pur non negando che la lotta al nazifascismo sia cosa seria, quella di inserire un nuovo articolo nel codice penale contro l’apologia, più che una priorità, ha tanto il sapore di uno spot elettorale: del resto le elezioni si avvicinano e Matteo, qualcosa di sinistra, dovrà pur dirla …. “evviva il socialismo e la libertà”

                                                                                     Roberto Giannini

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