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Pesca, l’Emilia Romagna sarà la prima regione a proporre un nuovo modello sostenibile

BOLOGNA – La regione Emilia Romagna sarà la prima in Italia a sperimentare un nuovo modello sostenibile di pesca, con nuove regole e limitazioni al numero di catture giornaliere, al fine di salvaguardare la fauna ittica. Il modello prevede di prestare particolare attenzione alle specie autoctone in rapida diminuzione come anguilla, barbo, lasca e vairone, e di sperimentare per la prima volta in Italia una gestione della pesca professionale all’insegna della conservazione dell’ecosistema, per evitare il  rischio di un eccessivo sfruttamento dei corsi d’acqua. Si prevede inoltre di valorizzare il ruolo dell’associazionismo soprattutto nell’ambito della formazione dei giovani e dell’organizzazione delle competizioni sportive, oltre che di prestare in generale più attenzione al rispetto dei pesci quali esseri viventi.

“Dopo aver irrobustito le misure di contrasto al bracconaggio ittico – sottolinea l’assessore regionale alla Pesca, Simona Caselli – con questo provvedimento introduciamo norme stringenti per tutelare in maniera ancora più efficace le specie ittiche presenti nei nostri fiumi, a partire da quelle a rischio di scomparsa indicate dall’Ue. Al tempo stesso, con le nuove norme, poniamo le basi per la sperimentazione, primi a livello nazionale, di un modello innovativo di pesca sostenibile che potrà anche prevedere l’assegnazione in esclusiva ai pescatori professionali di interi tratti dei corsi di acqua da affidare alle loro cure per un certo numero di anni, in modo da favorire una sorta di ‘autogestione responsabile’ dell’attività di pesca per contrastare i fenomeni sempre più frequenti di depauperamento del patrimonio ittico”. 

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