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PERSEGUITAVA LA EX: 23ENNE AI DOMICILIARI

Gli uomini della Squadra Mobile della Questura di Rimini, nella giornata di venerdì, hanno eseguito un’ordinanza di custodia cautelare emessa dal Giudice delle indagini preliminari, dr.ssa Fiorella Casadei, su richiesta del Sostituto Procuratore dr. Paolo Gengarelli, ponendo agli arresti domiciliari, un uomo di 23 anni, residente a Ravenna, responsabile del reato di atti persecutori nei confronti della sua ex compagna. L’attività dei poliziotti è iniziata il 4 aprile 2017, quando la donna si è presentata presso la Questura di Rimini riferendo che il suo ex fidanzato, con il quale aveva avuto uno stabile legame per circa un anno (dalla metà 2015) fino alla metà del 2016, quando la stessa aveva deciso di interrompere la relazione ormai irrimediabilmente finita, e il suo ex compagno aveva iniziato a porre in essere una serie di condotte assillanti e persecutorie. La decisione di interrompere la relazione, maturata dalla donna, era stata comunicata all’uomo che, naturalmente non aveva affatto accettato la volontà  della donna e da quel momento aveva iniziato a tenere nei confronti della sua ex compagna una serie di condotte altamente moleste trasformatesi poi con l’andare del tempo in vere e proprie persecuzioni. In un primo momento e fino al gennaio 2017, l’uomo, dopo la fine del "rapporto” ha alternato momenti di calma apparente nei quali non contattava l’ex fidanzata lasciandola tranquilla di vivere la sua vita, ad altri in cui si palesava all'esterno dell’abitazione della donna, sul posto di lavoro o nei luoghi abitualmente frequentati dalla ex compagna (come ad esempio palestra), con il solo fine di vederla ne. tentativo di riallacciare la "relazione" oramai, finita. Ogni qual volta l’uomo si presentava nei luoghi, ha mostrato il proprio carattere prepotente: in alcune occasioni, in particolare ha iniziato a urlare dicendole  che doveva ascoltarlo "ALTRIMENTI SARO' IL TUO INCUBO" oltre ad offese  "SEI UNA FALSA STRONZA. SEI UNA VECCHIA. PAGHERAI PER QUELLO ChE Ml HAI FATTO". La situazione è poi peggiorata quando a partire dai primi di aprile la donna ha iniziato a tenere contatti con un uomo di Perugia: immediatamente dopo averlo conosciuto la donna ha ricevuto due SMS dal contenuto minaccioso: “MI SA CHE STA ARRIVANDO UN AGGUATO PER VOI DUE. PAGHERAI TUTTO. IL TUO INCUBO. IO Ml VERGOGNEREI A USCIRE CON GENTE CONOSCIUTA ON-LINE…UMBRIA Tl DICE OUALCOSA? VEDRAI CHE BEGLI SCHERZI CHE VI ASPETTANO MERDE”. Anche l’uomo di Perugia è stato raggiunto da alcuni messaggi: TU E LEI STATE MOLTO ATTENTI. GUARDATEVI LE SPALLE… GUARDATEVI LE SPALLE. CHIUDO. STATE ATTENTI STATE ATTENTI. Le pressioni quindi non solo erano continuate, ma erano divenuto sempre più frequenti e pesanti, sfociando in pedinamenti e appostamenti sia presso i luoghi di lavoro, anche nei pressi dell’abitazione della donna.

La donna a quel punto ha deciso di denunciare l’accaduto alla Polizia di Stato. Accolta dagli specialisti della Squadra Mobile e della Divisione Anticrimine, ha fornito un decisivo contributo che ha permesso al Sostituto procuratore che ha coordinato le indagini, dr. Paolo Gengarelli, di chiedere e ottenere l’adozione dell’ordinanza restrittiva della libertà personale: l’uomo in base agli elementi acquisiti durante l’attività di indagine ha costretto la sua ex compagna a riallacciare la relazione sentimentale minacciandola e ingiuriandola, nonchè pedinandola e perseguitandola. I comportamenti vessatori e prevaricatori tenuti dall’uomo hanno determinato nella donna uno stato di prostrazione e di ansia tale da renderle pressoché invivibile la vita secondo i ritmi e le proprie abitudini,  temendo costantemente di essere costantemente pedinata e di subire sul posto di lavoro e in occasione di relazioni con conoscenti e amici presso l'abitazione o la palestra, condotte ingiuriose e intimidatorie. La professionalità degli operatori della Polizia di Stato nella ricostruzione dei singoli episodi che hanno portato all’adozione della misura restrittiva ha consentito di evitare che la condotta dell’uomo potesse determinare altre e più pesanti conseguenze.L’uomo  – incensurato – è stato quindi posto agli arresti domiciliari.

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