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MAFIA A RIMINI: CHI DICE IL VERO MELUCCI O LA BINDI?

"L’immagine che la riviera romagnola sia in mano alla mafia la ritengo una bella barzelletta. A me non risulta infiltrazione mafiosa, nel senso classico del termine”. Queste parole vennero pronunciate dall'allora assessore regionale al Turismo Maurizio Melucci (Pd), riminese e profondo conoscitore della sua città, della sua provincia e della sua regione. Il suo diree, chiarì poi lo stesso Melucci  voleva essere una “correzione delle esagerazioni apparse sui mezzi di informazione nazionali, per altro non riconducibili alle istituzioni locali”.  ue gli aspetti che l'ex vicesindaco di Rimini intendeva precisare: il primo "che l’attenzione di tutte le istituzioni sul rischio infiltrazione mafiose è alto e tale deve rimanere. Il secondo punto è che l’immagine di una Riviera in mano alla mafia non corrisponde alla realtà. Da ciò – concluse – il termine “barzelletta”. Parole pronunciate nel gennaio 2014. 

Ora, a distanza di tre anni e mezzo, arriva  in Riviera la presidente della Commissione Antimafia Rosy Bindi la quale sostiene che a Rimini la malavita c’è e quella finora trovata è minore di quella realmente presente. Parole dette davanti a prefetti e alte cariche dello stato compresi un paio di onorevoli con la Giulia Sarti (M5S) che da tempo grida il suo allarme. Allora, chi dice il giusto. Melucci o la Bindi? Il tempo trascorso dalle dichiarazioni del primo e la "sentenza" della seconda non fa testo. La mafia c'è o no in Riviera e a Rimini? Il dubbio ci assale. Poi andiamo a vedere di che partito sono i due. Dello stesso (il Pd). E allora prepariamo le valigie e ce ne andiamo. Non vorremmo trovarci fra tre anni e mezzo tra le località prescelte e concesse a Totò Riina per un felice invecchiamento.

Franco Rossi

 

 

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