Cronaca Editoriale

Lupo ucciso a Coriano: apriamo un dibattito serio sul tema?

CORIANO – Il lupo torna a far paura oppure è l’ignoranza a far paura. La cronaca degli ultimi giorni ormai è conosciuta: un giovane esemplare di lupo grigio appenninico viene ritrovato morto e appeso alla fermata di un autobus nel comune di Coriano.

Non solo il lupo viene ucciso e appeso, ma dai primi rilievi si scopre che viene fatto nel modo più crudele possibile. Addirittura viene evidenziata la possibilità che l’esecuzione di questo giovane esemplare richiami segnali tipici della malavita. Senza spingersi oltre con le supposizioni, il dato incontrovertibile è che non mancano da mesi, se non anni, continui riferimenti alla pericolosità dei lupi nel nostro territorio, della loro pericolosità addirittura per l’uomo.

Tali considerazioni che a più riprese sono comparse sui media nazionali e non solo sono frutto però della non conoscenza delle abitudini di questi splendidi animali. Senza scomodare San Francesco e il suo ‘Cantico delle creature’, fa piacere aver letto le parole di sdegno dei rappresentanti locali, dalla Coldiretti al WWF e chi più ne ha ne metta.

Quello che dovrebbe essere proposto è una seria discussione sulla presenza del lupo nei nostri territori, su come proteggersi da quello che è un predatore naturale che uccide non per divertimento ma per necessità e si avvicina a pollai e allevamenti solo se male protetti. Proteggersi dal lupo si può con le minime accortezze.

Purtroppo poco si può fare sul "sentir popolare" se i titoli sensazionalisti di alcuni "media" parlano di un attacco ad un gregge di pecore come se si parlasse di una falange di Spartani che ha trucidato migliaia di persone oppure dando l’idea che questi attacchi siano quasi giornalieri. Esaminando la cronaca degli ultimi mesi troviamo che ai primi di settembre i lupi "visitano" l’azienda Corelli nel comune di Pennabilli, a metà febbraio è l’azienda Pecora Nera di Mulazzano (Coriano) che si ritrova quasi una decina di capi uccisi oltre al cane da guardia ferito; Maggio 2015 lupi attaccano in zona Mondaino. Poche le incursioni, tanti gli avvistamenti.

Qual è tuttavia la terminologia usata nel descrivere questi episodi? "Sterminio", "Trucidati", "Sbranare". Ovvio che fa più sensazione un titolo ad effetto con tali parole. Si dimentica sempre di aggiungere che gli attacchi alle greggi avvengono se questi non sono sufficientemente protetti e che avvengono per necessità. È più facile attaccare una pecora inerme piuttosto che un cinghiale.

Tuttavia bisognerebbe ricordare che il più delle volte si scopre che questi attacchi sono prodotti da cani rinselvatichiti e che nelle nostre zone collinari abbondano in realtà. Il lupo non uccide una pecora azzannandola alla gola per poi non mangiarne nulla. Chiaramente fa più sensazione scrivere che un lupo ha aggredito una pecora anziché attendere l’esame dei veterinari preposti alla verifica degli ovini uccisi, magari fidandosi ciecamente di chi ha osservato la scena in lontananza e alle prime luci dell’alba.

Gli attacchi dei lupi ci sono, ci sono stati e ci saranno. Pochi evidenziano la loro necessità in natura, ad esempio nel tenere sotto controllo il numero dei cinghiali nella nostra provincia che da sempre gli agricoltori lamentano essere troppi e dannosi per le produzioni agricole. Il lupo è abituato anche a digiunare per settimane e non ha la stessa velocità di abbattere i cinghiali che hanno le doppiette, quindi che facciamo? Abbattiamo i lupi come scioccamente si continua a chiedere? Oppure cominciamo a controllare dove si portano i greggi al pascolo, elettrifichiamo a bassa tensione i pascoli, posizioniamo alcune videocamere per monitorare i luoghi. Oggi con la tecnologia si può tutto e senza dilapidare un capitale. Anzi, esistono sovvenzioni proprio per questo.

Che fare quindi? Prima di tutto sperare che veramente il cerchio si stringa verso chi ha massacrato un lupo inerme, poi avere il coraggio di aprire un dibattito serio tra associazioni animaliste e allevatori/agricoltori senza i talebani di entrambi gli schieramenti. Dibattito che deve vertere anche sugli indennizzi che già ci sono per i capi di bestiame abbattuti. Altro discorso, prettamente politico, è valutare se questi indennizzi siano abbastanza rapidi.

T.M.

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