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    Giovedì , 13 Settembre 2018     16:58

Liberazione di Santarcangelo dal nazifascismo

Tre eventi per ricordare il 74° anniversario

della Liberazione di Santarcangelo dal nazifascismo
Sabato 22 settembre la presentazione del volume “Antifascisti senza patria”, domenica 23 il docufilm “E' pèn dé mond”

e lunedì 24 le celebrazioni istituzionali

 

Tre iniziative nell’arco di tre giorni per ricordare il 74° anniversario della Liberazione di Santarcangelo dal nazifascismo. È quanto ha organizzato il Comitato cittadino antifascista – tavolo di lavoro presieduto dal sindaco Alice Parma che riunisce amministrazione comunale, Anpi e altre associazioni del territorio, enti pubblici tra cui l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea della Provincia di Rimini, scuole e forze politiche locali – costruendo un percorso di avvicinamento alla ricorrenza che partirà sabato 22 settembre per concludersi proprio lunedì 24 settembre.

 

In apertura, sabato 22 settembre alle ore 21, la presentazione del volume “Antifascisti senza patria”, alla presenza dell’autore Paolo Pasi nel suggestivo scenario della bottega Giorgetti (via Verdi, 23). Il giornalista del TG3 racconterà la vicenda di un gruppo di antifascisti confinati a Ventotene, che invece di essere liberati all’indomani della caduta del fascismo furono rinchiusi nel campo di concentramento di Renicci d'Anghiari: tra loro anche tre santarcangiolesi, i fratelli Girolimetti. L’incontro è organizzato in collaborazione con l’Istituto per la Storia della Resistenza e dell'Italia Contemporanea della Provincia di Rimini.

 

Domenica 23 settembre, sempre alle ore 21 presso la bottega Giorgetti, sarà proiettato invece il docufilm di Gaia Ceriana Franchetti “E' pèn dé mond – Il pane del mondo”, vicenda della Seconda Guerra Mondiale tra Romagna e India a partire da un episodio ben preciso: la scelta della Wermacht di trasformare Villa La Rotonda a Savignano in un ospedale per le milizie tedesche. A presentare il film documentario sarà presente la regista – erede dei Guidi di Bagno – insieme all’ANPI di Santarcangelo.

 

Le iniziative per il 74° anniversario della Liberazione di Santarcangelo si concludono nella mattinata di lunedì 24 settembre con le celebrazioni istituzionali. A partire dalle ore 9,30 presso i Pratini di via Ruggeri sarà inaugurata una nuova targa che entrerà a far parte del percorso “Memoria dei luoghi, memoria delle voci”, dedicata quest’anno alle vittime dell’attentato presso la grotta pubblica, che costò la vita a diversi santarcangiolesi compresi alcuni bambini. Il sindaco Alice Parma e il presidente provinciale dell’ANPI Giusi Delvecchio ricorderanno l’episodio e sveleranno la nuova targa con una cerimonia aperta a tutta la cittadinanza, alla quale saranno invitate anche le scuole di Santarcangelo.

 

 

Antifascisti senza patria (Eleuthera, 2018) – All'indomani della caduta di Mussolini, la maggior parte degli antifascisti rinchiusi al confino reclama e ottiene l'immediata liberazione unendosi alla resistenza contro i nazifascisti. Ma questa liberazione non avviene per tutti: alcuni di loro, in gran parte anarchici, vengono trattati dal governo Badoglio alla stregua di nemici, tanto che ne viene ordinato il trasferimento nel campo di concentramento di Renicci d'Anghiari, poco lontano da Arezzo. Inizia così il racconto corale di un viaggio che tra tentativi di fuga e ricordi di lotta porterà questi “antifascisti senza patria” nel famigerato Campo 97, dove già migliaia di prigionieri di guerra, per lo più slavi, patiscono condizioni di vita durissime. Unica speranza: evadere. Ed è appunto quello che faranno alla fine di quei quarantacinque giorni che intercorrono tra la caduta del fascismo e l'armistizio. Una storia realmente accaduta, narrata attraverso le vicende di undici personaggi dal passato ribelle e dal futuro incerto: uno scrittore futurista, un catalano sfuggito alla repressione di Franco, un combattente piacentino tornato dalla guerra di Spagna, un fabbro triestino e un barbiere siracusano, una donna dal destino avverso che però non si è arresa…

Paolo Pasi – Nato a Milano nel 1963, giornalista e scrittore, nel 1995 vince la prima edizione del premio giornalistico Ilaria Alpi e dal 1996 lavora in Rai come redattore del TG3. Ha inoltre scritto numerosi romanzi, tra cui “Ultimi messaggi dalla città” (2000), “Le brigate Carosello” (2006), “L'estate di Bob Marley” (2007) e i più recenti “Memorie di un sognatore abusivo” (2009) e “Il sabotatore di campane” (2013), usciti per le edizioni Spartaco. Pasi è anche chitarrista e compositore, e fa parte della giuria del premio musicale Piero Ciampi.

 

E' pèn dé mond – Durante la Seconda guerra mondiale la Wermacht trasformò Villa La Rotonda a Savignano in ospedale per le milizie tedesche e la splendida dimora neoclassica di proprietà dei Guidi di Bagno subì i pesanti bombardamenti degli Alleati. Il film documentario della regista romana Gaia Ceriana Franchetti, nipote di Guelfo di Bagno, a partire da questo luogo racconta la sua storia che si intreccia con le vicende dell'Italia del '900, della Romagna e dei suoi personaggi. Da Rimini a Ravenna, passando per Montebello, Savignano, San Mauro Pascoli, Forlì, Casola Valsenio, Bellaria, Cesenatico, l'entroterra e il mare, in “E' pèn dé mond” la regista incontra e dà voce ai romagnoli e alle loro storie, in un itinerario dell'anima tra luoghi e persone, ricordi e presente. Ne nasce un documentario corale sulla Romagna e i suoi tratti distintivi, da Pascoli al liscio, dal passaggio della Linea Gotica e la Resistenza alla grinta imprenditoriale. Fra le tante testimonianze, accanto a Guelfo di Bagno, anche quella dello scrittore Cristiano Cavina, dell'artista Luigi Ontani, del partigiano Valter “Tabac” Vallicelli, dell'impenditore Giuseppe Zanotti, del compianto storico Alberto Casadei, di Elio Raboni della Rubiconia Accademia dei Filopatridi.

Gaia Ceriana Franchetti – Nata a Buonconvento (Siena), laureata in Filosofia all’università “La Sapienza” di Roma, negli anni Settanta lavora nel cinema e nella pubblicità come assistente casting director e assistente alla regia in produzioni americane a Roma. Dal 1975 inizia a realizzare documentari come regista indipendente, distribuiti da Rai Uno, Rai Due, Aljazeera Asia, Cinemateca di Algeri e NDTV India. Dal 1985 al 1993 è presidente dell’Associazione Italia-India. Nel 1995 crea Indoroman, per la raccolta e l’utilizzo delle stoffe ancora prodotte con telaio manuale tra il Mediterraneo e l’India, un’eredità tessile da difendere e diffondere.

 

Santarcangelo, 13 settembre 2018

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