Cronaca

LA CHIESA RIMINESE PRONTA “PER FARE STRADA ASSIEME”. IL LAVORO SINODALE DEI 400 DELEGATI

L'Assemblea Sinodale diocesana è stata una bella esperienza di Chiesa: fraterna, attenta alle relazioni, aperta all'azione dello Spirito Santo e desiderosa di incamminarsi sempre più sulla via del vangelo al servizio degli uomini di oggi. Una Chiesa in "uscita missionaria", come quella suggerita da Papa Francesco. "Con sapienza e pazienza, per fare un passo dopo l'altro" l'immagine utilizzata dal Vicario generale, don Maurizio Fabbri.

"Sogniamo una Chiesa riminese sinodale, attenta alle relazioni. – sono alcune delle prime conclusioni stilate dal Vescovo Francesco Lambiasi a conclusione della Assemblea – Una Chiesa fraterna: la fraternità sgretola muri e sbriciola steccati. Una Chiesa povera e umile, che fa strada insieme ai poveri. Una Chiesa missionaria, ma non arroccata sui bastioni ma capace di accettare anche le sue debolezze e i suoi limiti. Una Chiesa lieta e inquieta. Lieta, perché vive e riceve costantemente del dono di Lui e del Suo Spirito Santo. Inquieta (ma non nervosa) perché capace di farsi e di suscitare domande".

La "due giorni" organizzata venerdì 2 e sabato 3 giugno dal titolo significativo "Verso la Chiesa che sogniamo, fare strada assieme", ha visto l'appassionata partecipazione di circa 400 Delegati, espressione di parrocchie e zone pastorali, movimenti e associazioni laicali, comunità diaconale, istituti religiosi e uffici pastorali, che si sono preparati per 8 mesi. 270 i laici, 90 i sacerdoti, 40 i diaconi.
Cinque le aree suggerite: Famiglia, Inclusione dei Poveri, Giovani, Impegno sociale e politico, Educazione/Scuola/Cultura.
Famiglia è stata l'area più gettonata (14 tavoli di confronto), seguita da Poveri (8 tavoli), Giovani (6 tavoli), Educazione/Scuola/Cultura (4) e Impegno sociale e politico (3).

Ad aiutare la riflessione è stato invitato padre Franco Mosconi, monaco camaldolese e presbitero, costretto ad intervenire nel pomeriggio a causa dell'intenso traffico che lo ha bloccato in autostrada. Nel suo intervento, dal titolo, "Continuate a credere in me", padre Mosconi ha insistito sulla relazione. "Dio non è una idea, è una persona, è Gesù. Educhiamo la gente a innamorarsi del Signore". "Il vangelo non è un manuale di istruzioni, ma leggendolo mi apro a Cristo che vuole entrare in me, mi rende possibile vivere la Parola".

I lavori dei Delegati, divisi nelle cinque Aree tematiche e dopo un lavoro sinodale in "tavoli", è confluito nella relazioni finali dei cinque moderatori. Cinque relazioni che, pur nella sintesi, hanno manifestato la passione di cui ancora "brucia" la Chiesa riminese, e il desiderio di aprirsi allo Spirito Santo per vivere il vangelo. Da tutti è stato molto apprezzato lo stile sinodale: questo "camminare insieme" di una Chiesa che vuol dare voce a tutte le sue componenti e cercare insieme la volontà di Dio nella società odierna.

Questo stile sinodale è stato suggerito come prassi ordinaria per la vita della Chiesa riminese. È stato anche richiamato il primato delle relazioni sulle attività. Necessità di considerare i giovani come protagonisti della vita della Chiesa e non solo come destinatari, allo stesso modo dei poveri. Quella riminese vuole vivere sempre "con" i poveri e non solo "per" i poveri. Non può essere tralasciato l'impegno dei cristiani sul fronte sociale e politico, alta espressione della carità, un'altra maniera di prendersi cura degli altri.

L'Assemblea Sinodale si è sviluppata nella parrocchia di San Giuseppe al Porto, in Sala Manzoni, in Basilica Cattedrale (dove è stata celebrata la Messa conclusiva) e a Castel Sismondo. Qui è andato in scena lo spettacolo finale, momento di espressività artistica (danza, canto, animazione con la sabbia) coordinato da Sabrina Zanetti e presentato dall'attore Francesco Tonti, in cui varieAggregazioni Laicali hanno portato sul palco in modo gioioso la loro idea di "Chiesa che sogniamo" attraverso l'arte.

"Quanto materiale è stato proposto, quanti suggerimenti sono arrivati da questa due giorni! – ha commentato il Vicario generale, don Maurizio Fabbri – ma ora come utilizzeremo i numerosi spunti arrivati dall'Assemblea? Come tradurremo tutto ciò nella vita ordinaria della nostre comunità? Non facciamoci prendere dall'ansia: Questa Assemblea – lo abbiamo sempre detto – è una tappa, importante e significativa, di un percorso, non la sua conclusione".

Il Comitato Promotore questa settimana si incontrerà per stilare un primo giudizio sulla Assemblea. Il 17 giugno si riunirà poi il Consiglio Pastorale Diocesano, fresco di nomina, che ripartirà proprio da quanto emerso dall'Assemblea Sinodale. In ottobre, in occasione della solennità di San Gaudenzo, sarà proposto un nuovo momento con i delegati, in cui far confluire quanto maturato in questi mesi.

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