News
    Venerdì , 17 Novembre 2017     12:31

“La casa che vorrei”: bando regionale per l’autonomia delle donne vittime di violenza.

Il vicesindaco Lisi: “Il primo passo per ricostruire la propria vita in piena libertà”.
La casa, punto fermo e l'inizio per tante donne vittime di violenza. Il progetto "la casa che vorrei" alla quale partecipa il Comune di Rimini parte proprio da qui, dal dare un "tetto" a tutte quelle donne che si sono ribellate alla violenza e che spesso purtroppo vengono lasciate da sole al proprio destino, il progetto fa parte di un bando pubblicato dalla Regione Emilia Romagna nell’ambito del piano d'azione straordinario contro la violenza di genere e a cui parteciperà il Comune di Rimini e che coinvolge anche l’associazione Rompi il Silenzio, l’Asp Valloni Marecchia e Acer Rimini.

Il progetto prevede l'individuazione di un' abitazione in cohousing, all'interno della quale donne con figli possano trovare sia spazi di autonomia sia spazi condivisi (cucina e salotto), funzionali a garantire la socializzazione e lo sviluppo di rapporti di amicizia e sostengo reciproco.
Il Comune di Rimini destinerà il contributo regionale al finanziamento del pagamento dell'affitto per il periodo massimo di 12 mesi, oltre all’allacciamento delle utenze, le spese condominiali e le eventuali ulteriori spese ritenute indispensabili alla donna per potersi trasferire nell'appartamento individuato, fino ad un massimo di 8.000 euro per ciascuna donna, come previsto dall'avviso regionale.

Il vicesindaco con delega alle pari opportunità Gloria Lisi ribadisce: "con questo progetto si intende sostenere le donne che hanno intrapreso il percorso di uscita dal tunnel della violenza, percorso, che con la formula del cohousing, permette alle donne di mettere a confronto le proprie esperienze e di diventare supporto l’una per l’altra, condividendo sacrifici ma anche la soddisfazione di ricostruirsi una vita con le proprie mani”.


 

Condividi: