Vox Populi

IL COMMENTO. MICROAREE AI SINTI: AL PEGGIO NON C’E’ DAVVERO MAI FINE

Microaree, nomadi, sinti, rom. Tutti o quasi sapevano ma stavano zitti. E poi quelle visite sospette all'assessorato ai lavoi pubblici rese note da Biagini perché con l'assessore era tutta una raccomandazione affinché le carovane o le famiglie poco gradite non finissero nelle vicinanze delle case di assessori e consiglieri.

Ora è tutto un botta e risposta tra l'opposizione, Lega in testa, e Palazzo Garampi. La Lisi tuona oggi contro Pecci e Zoccarato, sui social ci fa una figura barbina l'attuale capogruppo consiliare del Pd Enrico Piccari che dice di non aver mai messo becco sulla vicenda seppur l'accesso agli atti confermi che almeno da due anni dentro quelle mura che proteggono sindaco, Giunta e maggioranza se ne parlava, eccome che se ne parlava. Ammetterlo equivarrebbe ad alzare le mani davanti al plotone di arrembanti contestatari. Eppure qualcuno dovrà avere il coraggio di dire come andrà a finire. Non abbiamo la bacchetta del potere in mano, ma visto che oggi tutte le attenzioni sono dedicate ad Al Meni, alla Molo Street e alla Notte Rosa bisognerà che qualcuno con coraggio dica quello che è stato già deciso. Che lo confermi a chiare lettere. Microaree dove, come e quando. Basta con l'equivoco.Si chiarisca, si facciano i nomi e i cognoni per esempio di coloro che hanno bussato alla porta dell'allora assessore Biagini in via Rosaspina implorandolo affinché tali scomodi vicini non fossero troppo vicini (scisate il gioco di parole) alle loro case.

E si dica anche, con chiarezza, l'evoluzione di una vicenda che ha vissuto e sta vivendo troppi momenti poco chiari. Facile prendersela con chi contesta, ma l'opposizione cosa deve fare se non contestare? Se non denunciare pubblicamente i sospetti di giochi e giochini sulla pelle dei poveri sfigati che da qui a poco avranno nuovi compari con cui giocare a carte la sera o discutere per le spese dell'ascensore.

Disertare gli incontri pubblici come ha imposto Gnassi ad Erbetta e Piccari oppure far finta di nulla e cadere dal pero come sta facendo lo stesso Enrico Piccari, saltare sulla sedia solo quando le bordate dell'opposizione fanno male come ha fatto la Lisi oggi, alla fine fa credere al popolo che non si sia dalla parte della ragione come i nostri governanti vogliono far credere. Ma che invece si rischi una figura barbina ogniqualvolta si verifica un accesso agli atti.

Quindi van bene le feste: mangiamo a tutto spiano con Al Meni, beviamo e balliamo con la Molo, festeggiamo con la Notte Rosa. Ma i riminesi hanno bisogno anche di altre certezze. Come quella delle microaree per esempio. Perché è anche vero che Gnassi, forte del consenso popolare, è inavvicinabile ed indiscutibile ma è anche vero che non si può scherzare troppo con il popolo: Morciano e Coriano sono state recentissime sirene d'allarme che ancora suonano, Riccione vede la Tosi in pole nonostante l'abbiano fatta passare per una rimasta sola soletta, il Pd tanto caro al bell'Andrea le sta buscando dappertutto. Tre indizi fanno una prova. Anzi forse ne bastano due. Occhio, companeros. O si finisce asfaltati dai trattori, dai mosconi e da chi si è riccamente scassato i maroni di tutti voi.

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