Cronaca
    Venerdì , 1 Dicembre 2017     19:18

IKEA risponde alle polemiche sulla mamma licenziata: gravi e pubblici episodi di insubordinazione

“Negli ultimi 8 mesi la Sig.ra Ricutti ha lavorato meno di 7 giorni al mese e, per circa la metà dei giorni lavorati, ha usufruito di cambi di turno e spostamenti di orario, concordati con i colleghi e con la direzione del negozio. Nell’ultimo periodo, in più occasioni, la lavoratrice – per sua stessa ammissione – si è autodeterminata l’orario di lavoro senza alcun preavviso né comunicazione di sorta, mettendo in gravi difficoltà i servizi dell’area che coordinava e il lavoro dei colleghi, creando disagi ai clienti e disservizi evidenti e non tollerabili. Di fronte alla contestazione di tali episodi – continua Ikea – e alla richiesta di spiegazioni da parte dei suoi responsabili su questo comportamento, la Sig.ra Ricutti si è lasciata andare a gravi e pubblici episodi di insubordinazione.
Così IKEA Italia risponde alle polemiche di questi giorni che vedono il colosso svedese accusato di un licenziamento “ingiusto” ai danni della sig.ra Marica Ricutti. La mamma milanese, 39 anni, si è detta sconvolta e non si capacita della fine del rapporto dopo 17 anni di servizio.

La donna ha rilasciato dichiarazioni, a diverse testate giornalistiche, in cui racconta di aver sempre assecondato negli anni le esigenze dell’azienda fino all’ultimo spostamento di reparto che la costringeva ad orari impossibili da gestire per la sua condizione famigliare. I dirigenti del complesso milanese, a dire di Marica, la avrebbero prima rassicurata, a voce, dicendole di riuscire ad “accontentarla” e poi, dopo qualche settimana, gli avrebbero presentato la tabella degli orari identica a quella per la quale aveva espresso la sua impossibilità. Le motivazioni della donna, a suo dire, erano sempre state chiare e moralmente giustificabili: non riusciva a rispettare gli ultimi orari imposti in quanto mamma di due bambini, di 10 e 5 anni, di cui il più piccolo disabile.
La donna, assistita da Cgil ha promesso di impugnare il licenziamento per la tutela dei suoi diritti.

“Oggi in IKEA Italia lavorano più di 6.500 collaboratori diretti, in oltre 21 punti vendita, per i quali valorizziamo le competenze e garantiamo percorsi di crescita. I risultati della nostra indagine di clima interno, infatti, confermano che l’82% dei nostri lavoratori si sente rispettato e valorizzato e l’83% si dichiara orgoglioso di lavorare in IKEA e di farlo sapere. – ribadisce Ikea Italia in un comunicato – IKEA è da sempre un’azienda sensibile e rispettosa delle diversità. Questo atteggiamento è frutto della consapevolezza che le differenze di genere, orientamento sessuale, provenienza, età e anzianità aziendale sono elementi di sviluppo culturale individuale e collettivo. 
Grazie alla valorizzazione delle diversità e dell’inclusione, possiamo dire con orgoglio che oggi abbiamo il 58% dei collaboratori e il 44% dei responsabili rappresentato da donne”.

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