Cronaca

GIOVANI RIMINESI IN VIAGGIO MISSIONARIO E DI CONDIVISIONE SOLIDALE IN BRASILE

"Provo un po' di sana invidia. Una missione del genere, in un periodo così decisivo della vita, è davvero una esperienza che invidio". Così il Vescovo di Rimini, mons. Francesco Lambiasi, ha salutato i 10 ragazzi che giovedì prenderanno il volo da Rimini per il nord-est del Brasile, nell'ambito del progetto di missione-condivisione "Aposto minha vida", "scommetto la mia vita".
Accompagnati dal Prof. Don Giampaolo Rocchi, Coordinatore del Progetto, e da una Sorella delle Suore Francescane Missionarie di Cristo, i ragazzi nel "viaggio-ricognizione" (dal 23 giugno all'11 luglio, tutto a carico economico dei ragazzi) faranno tappa nella città-capitale Fortaleza fino ad arrivare a Iguatu e Crato (stato del CEARà), dove da qualche anno operano le religiose Francescane Missionarie di Cristo (più note a Rimini come Suore di Sant'Onofrio) con impegni educativi e caritativi a servizio della popolazione più povera. I giovani volontari – 10 ragazzi e ragazze tutti del Liceo Eisntein – incontreranno e saranno ospitati da questa comunità religiosa riminese che vive a contatto con le famiglie e l'ambiente educativo/assistenziale/pastorale della cittadina brasiliana e che ha avviato diversi progetti interessanti da  conoscere e sostenere  sul territorio.
"Non andate con gli occhi del turista, ma con il cuore di chi desidera incontrare. – è la raccomandazione di suor Lorenza Vecchi, Vicaria Generale delle "Francescane missionarie di Cristo" – I brasiliani di questo territorio sono poveri ma accoglienti e come tutti desiderosi di sentirsi accolti e amati come persone".
La prof.ssa Patrizia Fabbri del liceo Einstein applaude a questa esperienza nata in seno alla scuola e che quest'anno vede protagonisti tutti studenti del Liceo riminese. "E' un piccolo segno di un modello di scuola: non esamificio ma scelta per la vita. Una esperienza che riporterete in Istituto, a compagni e insegnanti".
Anche l'assessore alle Politiche Educative del Comune di Rimini, Mattia Morolli, non ha voluto far mancare il saluto dell'Amministrazione ai dieci ragazzi in partenza. "Ascolto e confronto rappresentano un modello di comunicazione vincente, specie quando c'è qualcosa di vero da raccontare. – ha detto nel suo intervento Morolli – Il vostro viaggio nasce dall'ascolto dell'esperienza di chi vi ha preceduto e dalla comunicazione tra voi e con gli esperti che vi hanno aiutato a costruire la missione. Andate in Brasile con lo spirito di… riminesi".
Compito dei volontari, una volta rientrati in Italia, sarà poi quello di sensibilizzare al progetto la scuola e le varie realtà in cui sono inseriti, e sostenere così da Rimini i progetti individuati dall'équipe durante questa prima ricognizione.
Infatti tali progetti si sviluppano generalmente in due anni.
Il viaggio di "missione-condivisone" è alla 14esima stagione: i ragazzi sono già stati in Cile, due volte in Albania, Tanzania, Zimbabwe, e due volte in Brasile.
"Siate testimonianza dell'I care proposto e vissuto d don Lorenzo Milani: Mi interesso, mi prendo cura di te. Fate sentire a tutti coloro che incontrerete questo sentimento. – ha rilanciato il Vescovo Francesco – Se la crisi dei giovani – come registra Papa Francesco – è dovuta alla dissociazione tra pensare, sentire e fare, questo viaggio è l'occasione per registrare e armonizzare questi canali di comunicazione. Ho cercato Dio, e non l'ho trovato. Ho cercato il mio io, e non l'ho trovato. Ho cercato mio fratello e li ho trovati tutti e tre" ha concluso il pastore riminese, parafrasando il poeta e artista visionario William Blake.
Il Vescovo, la prof.ssa Fabbri, l'assessore Morolli, sr. Lorenza hanno poi "inviato" ufficialmente Anna, Aurora, Carolina, Elia, Elisa, Laura, Lorenza, Yuri, Viola e Virginia, donando a ciascuno: il tau (crocifisso della tradizione francescana), un quaderno spirituale – traccia del lavoro che faranno quotidianamente gli studenti – e un libretto di Sandra Sabattini, la ragazza riminese – ex studentessa del liceo Eistein – figlia spirituale di don Oreste Benzi e per la quale è iniziato il processo di beatificazione.

I ragazzi a loro volta hanno regalato a ciascuno dei presenti la maglietta personalizzata del progetto "Aposto minha vida".

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