Vox Populi

CYBERSTALKING E CYBERBULLISMO NON SONO GIOCHI SONO REATI PENALI

I social network si sviluppano a partire dal 1995 e rappresentano l'evoluzione sociale del web; constano di numerosi aspetti positivi: consentono di contattare in tempo reale persone che si trovano ovunque nel mondo, di ritrovare persone che si sono perdute nel corso della vita, di combattere la solitudine, di riunire in gruppi persone accomunate dagli stessi interessi che possono così condividere aggiornamenti su specifici argomenti, permettono una diffusione capillare dell'informazione e della conoscenza. I social sono facilitatori della socializzazione, grazie ad essi si possono stringere legami già esistenti e si possono fare nuove conoscenze ed amicizie, i disoccupati possono trovare lavoro e i single l'anima gemella. Ma i social hanno anche aspetti negativi, a volte pericolosi per la persona, che possono perfino sfociare in gravi reati. I social hanno agevolato il furto d'identità e rendono facile la creazione di falsi profili dietro cui possono celarsi malintenzionati e delinquenti. La falsa identità può essere anche frutto di un disturbo psichico qualora una nuova identità virtuale si riveli necessaria per compensare la insoddisfazione o la delusione dell'identità reale; si crea nel web l'identità perfetta nella quale immedesimarsi fino a vivere preferibilmente la dimensione virtuale, con tutte le conseguenze psicopatologiche che scaturiscono, tra cui sdoppiamento ed alienazione della personalità. A causa dell'abitudine a relazionarsi col prossimo attraverso i social, non si riesce più a vivere un'appagante vita sociale reale, e si tende pericolosamente all'isolamento. Inoltre, dedicando spesso troppo tempo alle tecnologie, si pratica uno stile di vita sedentario a scapito di attività all'aperto e sportive. Altra grave conseguenza dei social è il “disturbo da dipendenza da web”, una vera e propria dipendenza, che comporta perdita di concentrazione, isolamento umano, debilitazione fisica, calo di rendimento scolastico o lavorativo, ribellione alla famiglia, progressivo disinteresse per la vita reale sostituita dalla vita virtuale. Infine i social consentono purtroppo la diffusione e l'amplificazione dei delitti già presenti nella vita reale, quali per esempio la pedofilia, la prostituzione, lo spaccio di droghe, lo stalking e il bullismo, che in rete diventano cyberstalking e cyberbullismo, e che sono due facce della stessa medaglia, nel senso che la matrice psicologica di concepimento e gestazione dei delitti è la medesima, l'unica differenza è che col termine cyberbullismo ci si riferisce specificatamente ad eventi che riguardano minori. E' definito cyberstalking un comportamento di tipo persecutorio, con azioni vessatorie, molestie, minacce, con diffusione di comunicazioni ingiuriose, diffamanti, denigranti ed oltraggiose a carico della vittima, tali da indurre disagio psicofisico e timore per la propria incolumità o per la sicurezza di una persona a cui la vittima è legata. Gli attacchi del cyberstalker sono assillanti, seguono un percorso ossessivo dinamico in continua progressione perchè è presente un impulso patologico crescente, che necessita di essere appagato. Lo cyberstalking è considerato una violenza a tutti gli effetti, e colpisce sistematicamente ogni aspetto della vita della vittima: la professione, la famiglia, i rapporti sentimentali, l'aspetto fisico, i comportamenti; i ruoli di stalker e vittima riguardano trasversalmente tutte le età, tutti i generi e tutte le classi sociali: tutti si è potenziali stalker e vittime. Quasi sempre lo stalker non è un estraneo ma un conoscente, un amico, un collega, una persona a cui si è stati sentimentalmente legati; in ogni caso è qualcuno che con la violenza persecutoria intende vendicarsi di un torto subito, vero o percepito. Lo stalker ha seri problemi di gestione dell'aggressività, che si miscela a fragilità, e le perizie psichiatriche dimostrano che su 7 casi su 10 è presente una personalità con disturbo borderline. Il reparto Analisi Criminologiche dei Carabinieri ha tracciato 5 stalker-profile in base alle dinamiche psicologiche sottostanti il comportamento deviato: 1-”il risentito”, guidato dal desiderio di vendicare un danno o un torto che ritiene di aver subito, cerca vendetta e può diventare pericoloso perchè il suo rancore lo porta a giustificare i suoi comportamenti malefici che intende come un modo per fare giustizia; 2- “il bisognoso d'affetto” commuta un normale rapporto personale in una relazione amorosa, e le sue ossessive insistenze si devono alla convinzione che prima o poi il destinatario delle sue attenzioni capitolerà; 3- “il corteggiatore incompetente”, insoddisfatto dall'incapacità di intrattenere relazioni amorose; 4- “il respinto” è stato rifiutato dalla vittima e non se ne fa una ragione, vuole riconquistarla e vendicarsi del torto subito, la persecuzione è un legame che ancora lo unisce alla vittima, manifesta i suoi comportamenti malefici a lungo nel tempo perchè la perdita di quest'ultima relazione sarebbe intollerabile; 5- “il predatore” ha un obiettivo di natura essenzialmente sessuale, per questo sceglie come vittime persone deboli ed indifese, e il terrore che provoca nella vittima lo eccita perchè lo fa sentire onnipotente. Se si è vittime di cyberstalking è importantissimo denunciare per fermare chi delinque e porlo di fronte alle proprie responsabilità, è necessario mantenere la calma e la lucidità per raccogliere più informazioni e prove possibili del reato, in quanto elementi indiziari che permettono alle FFO di indagare in modo più agevole e veloce. Spesso la vittima di cyberstalking non denuncia per convinzione che il reato non sia punibile o non sia dimostrabile, ma non è così. Le Istituzioni assimilano i comportamenti non adeguati e molesti espressi nei social network, ed in generale nella vita virtuale, agli stessi comportamenti espressi nella vita reale, pertanto sono puniti in egual misura dal Codice Civile e dal Codice Penale. Anzi, il reato commesso in un social network è già di per sé aggravato dalla caratteristica della capacità di diffusione planetaria della pubblicazione lesiva. L'anonimato che una tastiera e un monitor sembrano conferire è solo illusorio perchè ogni comunicazione elettronica lascia una traccia, facilmente riscontrabile da parte del gestore e del proprietario del dominio, anche in considerazione del fatto che ogni operazione eseguita e ogni cosa pubblicata da un utente viene acquisita “in proprietà” dal gestore, e quando si attivano le indagini dei Carabinieri o della Polizia di Stato, settore Polizia postale e delle comunicazioni, non ci sono filtri, protezioni ed anonimati che tengano: attualmente le FFO hanno mezzi e competenze informatiche per arrivare ovunque e a chiunque. Caratteristica che rende lo cyberstalking penalmente rilevante è la reiterazione, la continuazione del reato nel tempo, aggravante non di poco conto. La procedura di accertamento e di punizione del reato si avvia d'ufficio o con querela da presentare con termine di proposizione di 90 giorni. Per la Magistratura non ci sono attenuanti per comunicazioni contenenti offese all'onore o al decoro, diffuse in una ristretta cerchia di “amici” social, perchè esse hanno comunque la potenzialità di raggiungere un numero indeterminato di persone per la peculiarità della globalità della “rete sociale” (Corte di Cassazione, I sez. penale, sentenza 8/6/2015 n. 24431). Persino le insinuazioni, le malignità e le maldicenze possono integrare e aggravare il reato di ingiuria e diffamazione, qualora gli eventi siano unificati sotto il vincolo della continuità. La Corte di Cassazione ha dichiarato ammissibile anche il sequestro di pagine web, purchè sia oggetto di sequestro solo quanto strettamente attinente al reato (Art. 275 del Codice di procedura penale; Corte di Cassazione, sezioni unite, sentenza 17/7/2015 n. 31022). Gli artt. 594 e 595 puniscono l'ingiuria e la diffamazione, e l'art. 612 bis del Codice penale stabilisce per lo stalking la pena di reclusione da 6 mesi a 4 anni, salvo non ci siano aggravanti che vanno a costituire più grave reato, quale per esempio il riconoscimento di associazione a delinquere se il reato è perpetrato da un gruppo di persone, o se il reato è commesso da un coniuge o da un soggetto che è sentimentalmente legato alla vittima. Ovvio che alla vittima spetta il risarcimento dei danni psicofisici, morali, professionali arrecati.
Il sociologo Zygmunt Bauman, nella sua intervista rilasciata a “El Pais” pochi giorni fa in occasione del compimento dei suoi 90 anni, afferma che <…molte persone usano i social network non per unire e per ampliare i propri orizzonti, ma piuttosto per bloccarli in quelle che chiamo zone di comfort, dove l'unico suono che sentono è l'eco della propria voce, dove tutto quello che vedono sono i riflessi del proprio volto. Le reti sono molto utili, danno servizi molto piacevoli, però sono una trappola.> Come dargli torto?

Milena Montebelli

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