Cronaca

CRONACA DI ORDINARIA FOLLIA. DUE TUNISINI IN MANETTE A RIMINI

Era l’una di stanotte quando su disposizione della Sala operativa della Questura di Rimini un equipaggio delle volanti è intervenuto in via Cesena da dove era giunta una segnalazione da parte di una donna, preoccupata per la figlia minorenne in compagnia del fidanzato di origine tunisina: la donna temeva che il giovane la trattenesse arbitrariamente contro la sua volontà e che le avesse procurato delle violenze. Gli agenti giunti immediatamente sul posto hanno notato un giovane di origini nordafricane seduto sul muretto in prossimità dell’abitazione della ragazza che, alla vista dei poliziotti ha cercato di allontanarsi. I poliziotti gli hanno quindi intimato di fermarsi, ma il giovane anziché fermarsi, ha cominciato a proferire frasi del genere: “andate a fare in culo, che cazzo volete”. Gli operatori di Polizia hanno tentato di riportare alla calma il giovane, il quale in stato di alterazione alcolica – considerata la forte alitosi alcolica, dal tono della voce particolarmente alto e dalla gesticolazione disarmonica degli arti – è apparso da subito poco collaborativo. Il giovane, alla richiesta di fornire le proprie generalità, si è rifiutato dicendo invece che i poliziotti avrebbero spegnere la barra lampeggiante della volante che era parcheggiata proprio davanti  casa sua, affermando: “SPEGNETE QUEL CAZZO DI LAMPEGGIANTE CHE STATE A CASA MIA E QUA COMANDO IO. Mentre continuava il turpiloquio all’indirizzo degli agenti, il giovane ha poi indicato un veicolo lì parcheggiato proferendo le seguenti parole: “ANDATE A VEDERE CHE ALL’INTERNO, E LI’ CHE C’E’ QUELLA PUTTANA”, riferendosi alla madre della fidanzata, visibilmente impaurita ed intimorita dal comportamento di quel giovane. Il giovane a seguito di ulteriori inviti a fornire le proprie generalità o un documento valido ad attestare le propria persona, ha consegnato una carta d’identità . Anche in questo caso il giovane ha reiterato il proprio comportamento avverso nei confronti degli agenti, proferendo frasi all’indirizzo degli operatori del genere “I DOCUMENTI TE LI DO, SPEGNETE QUEL CAZZO DI LAMPEGGIANTE, TESTE DI CAZZO”. Dagli accertamenti telefonici effettuati dai poliziotti è emerso che nell’interloquire telefonicamente con la ragazza minore per accertarsi delle condizioni fisiche e psichiche, la conversazione della ragazza con uno dei poliziotti è stata interrotta dal ragazzo che, dopo aver preso di mano il telefono alla ragazza, ha chiuso bruscamente la chiamata proferendo la frase “andate a fanculo pezzi di merda”.   Nel frattempo sono giunti sul posto i genitori del giovane e la ragazza:  subito la madre del giovane tunisino ha invitato il proprio figlio a tenere un comportamento consono e collaborativo con i poliziotti, inviti che sono rimasti senza ascolto: il ragazzo ha continuato nel comportamento molesto proferendo frasi oltraggiose e minacciose all’indirizzo di uno degli agenti: “TOGLITI LA DIVISA, FINOCCHIO NAPOLETANO, SEI UN UOMO MORTO”, tentando di dirigersi verso il predetto per cercare lo scontro fisico.  II padre del ragazzo ha cercato di allontanare il figlio,  ma questo dopo aver perso definitivamente il senso della ragione ha cercato di raggiungere il poliziotto. Nel frattempo anche il padre del ragazzo non ha esitato anch’esso ad usare la viva forza un po’ contro tutti gli operanti al fine impedire l’arresto del figlio. In particolare, mentre alcuni degli agenti  cercavano di ammanettare non senza difficoltà il giovane, il padre, dopo aver preso la rincorsa, ha afferrato le braccia del figlio con il chiarissimo intendimento di evitare l’ammanettamento. E quando uno degli operatori gli ha sottratto la presa del figlio, l’uomo ha reagito con violenza colpendolo con una ginocchiata alla zona lombo sacrale. Bloccati in sicurezza, i due –tunisini uno del 71 (incensurato) e l’altro del 95, al quale è stato anche notificato in mattinata l’avviso orale – sono stati condotti presso gli uffici della Questura dove sono stati tratti in arresto per violenza e resistenza a pubblico ufficiale-

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