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Capa-boom! A tre anni dall’ultimo successo, un nuovo cd e un tour che passa anche da Bologna


E' uscito dalla sua prigione personale, per suonare nei palazzetti di mezza Italia.
Caparezza è tornato dopo tre anni di silenzio musicale, e lo ha fatto in grande stile, elaborando un concept album incentrato su un proprio percorso di autoanalisi. In "Prisoner 709", Caparezza racconta una condizione di disagio, di dolore e di sofferenza. Tutto ebbe inizio durante il "Museica Tour", quando il rapper pugliese si ritrovò colpito da acufene, una patologia che causa nel paziente un costante ronzio. Da qui prese vita un incubo fatto di dottori, visite mediche e specialistiche, senza però trovare una soluzione che riuscisse ad attenuare il sintomo.
Ciò ha spinto il cantautore a rifugiarsi in sé stesso e nella propria musica, ed il confronto con la propria condizione lo ha portato ad elaborare le sedici tracce di "Prisoner 709", la storia di un uomo a confronto con sé stesso, con l'età che avanza e con il mutare di una società marcia fino al midollo.

Caparezza non rappresenta solo un "fenomeno" musicale, per molti è uno stile di vita, un modo per protestare contro la società senza parlare, ascoltando solo la sua musica ed accodandosi, annuendo ed apprezzando il suo stile nel farlo.

Per i fans più sfegatati della Romagna, l'appuntamento più vicino con l'artista di Molfetta sarà a Bologna il 25 Novembre alle ore 21:00, per la precisione all'Unipol Arena di Casalecchio di Reno. Caparezza non è nuovo alla realtà riminese, infatti, nel marzo del 2015 aveva già fatto viaggiare i suoi fedelissimi sulle tracce di "Museica" nel 105 stadium.

Questa volta però si presenta in una veste diversa e in una location diversa. Sicuramente sarà la musica a fare da scenografia, in un viaggio immaginifico dalla prigione della vita in cui si sente intrappolato alla libertà ottenuta con la risoluzione delle domande che lo affliggevano.

Il suo urlo, nel testo di "ti fa stare bene", il suo primo singolo pubblicato che ha già registrato sul web più di trecentomila visualizzazioni, rende questo brano vicino ai ritmi dei precedenti, alle tematiche ed a quella cadenza rindondante ed altisonante che ha fatto Caparezza l'artista conoscito ed apprezzato da tutte le età.

Un artista polemico, ma sempre con un fare elegante e sottile, nonostante il rap, per antonomasia, non lo sia.

"Soffiano venti caldi, siamo rimasti in venti calmi,
e sono tempi pazzi, frichettoni con i piedi scalzi che
diventano ferventi nazi,
fanno il G8 nei bar, col biscotto e il cherry muffin,
sono esilaranti nel ruolo di piedi piatti, Eddy Murphy".

Uscire dalla gabbia che imprigiona la propria esistenza. Spezzare ogni catena rompendo gli schemi. Distinguersi dalla massa. Esprimere il proprio io.

E' ciò che ha rappresentato il suo percorso di analisi introspettiva ma che, forse, dovrebbe essere un percorso che dovrebbe fare ognuno di noi, per arrivare a dare una concreta risposta alle domande della vita. Così come lui, finalmente, è riuscito a rispondere al quesito emblematico della sua carriera: Michele Salvemini o Caparezza?

L'appuntamento con la musica e soprattutto con "Prisoner 709" è tra poco più di un mese e si prospetta un concerto ricco di spunti di riflessione.

Margherita Giacovelli

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