Vox Populi

ASSOLTO CONTRADA: ORA POTRA’ CHIEDERE UN MAXIRISARCIMENTO ALLO STATO

Bruno Contrada ritratto nel suo studio, Palermo, 14 aprile 2015. ANSA/FRANCO LANNINO

 La Corte di Cassazione ha dichiarato "ineseguibile e improduttiva di effetti penali la sentenza” con la quale Bruno Contrada, già n. 2 del SISDE, era stato condannato a 10 anni di reclusione per concorso in associazione mafiosa. I supremi giudici romani, hanno emesso una pronuncia che si pone nel medesimo solco di quella dalla Corte Europea, allorché l'Italia venne condannata a risarcire il poliziotto, nel frattempo sospeso anche dalla pensione, ritenendo che non dovesse essere né processato né condannato perché all'epoca dei fatti a lui contestati il reato di concorso in associazione mafiosa non era "né chiaro, né prevedibile".

       La vicenda processuale

         Bruno Contrada, per anni in prima linea nella lotta contro la mafia a Palermo, venne arrestato con l’accusa di concorso in associazione mafiosa il 24 dicembre del 1992. In primo grado fu condannato a 10 anni, ma la sentenza fu ribaltata in appello e venne assolto. In Cassazione ci fu un altro colpo di scena, l’assoluzione fu annullata con rinvio e il processo tornò alla corte siciliana che, il 25 febbraio del 2006, confermò la condanna a 10 anni. La sentenza divenne definitiva. Bruno Contrada, tornò in cella, ed ha scontato tutta la pena.

       La Corte di Giustizia disse che non doveva essere condannato

         Due anni fa la Corte Europea dei diritti dell’Uomo condanna il nostro Paese a risarcire il funzionario del SISDE, ritenendo non solo che non doveva essere condannato, ma nemmeno processato, perché all’epoca dei fatti contestati il reato di concorso in associazione mafiosa non era «né chiaro, né prevedibile».

       Ma il PM non ci sta.

         Antonio Ingroia, il pm che rappresentò l'accusa nel processo al superpoliziotto, si fa sentire sul caso con alcuni brevi tweet. Risponde ad un messaggio che menziona un articolo de La Stampa, e che titola sulla “assoluzione” di Contrada. “Assolto?!? Non scrivete sciocchezze”. E aggiunge: “la condanna di Contrada è definitiva ed è definitivamente colpevole”.

       Oggi la parola fine.                 

         Nonostante il parere contrario del magistrato, oggi la Cassazione, ha messo la parola fine all’intera vicenda, e ha dato ragione al superpoliziotto: la sua condanna è stata revocata e adesso potrebbe chiedere un maxi risarcimento per l'ingiusta detenzione.

                                                                                     Roberto Giannini

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