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Accordo sul riordino del gioco d’azzardo: il commento del vicesindaco di Rimini Gloria Lisi

RIMINI – Si è concluso ieri il tiro alla fune durato un anno e mezzo tra istituzioni – Governo, Regioni e Comuni – sul riordino del settore del gioco d'azzardo. La lotta alla ludopatia, la dipendenza dal gioco d'azzardo, prosegue con soddisfazione per gli organi istituzionali. Grazie a un confronto proficuo nelle ultime ore con le Regioni è stato raggiunto un accordo ed è stato prodotto un emendamento, che permette alle Regioni di prevedere forme maggiori di tutela per la popolazioni rispetto ai rischi connessi alla dipendenza da gioco d'azzardo. Non sono rimaste contente invece le associazioni No-Slot e quelle di sostegno ai soggetti dipendenti, che continuano a considerare le azioni del Governo poco incisive; il gioco d'azzardo porta nelle casse dello stato decine di miliardi di euro ogni anno e l'accordo raggiunto ieri è sì un buon punto di partenza, ma "per arrivare a una riduzione importante del consumo d'azzardo" – dice don Armando Zappolini, presidente della Cnca – "è necessario che lo Stato decida di guadagnare molto meno dei dieci miliardi che si è portato a casa soltanto nel 2016". 

Sulla questione si è espressa favorevolmente Gloria Lisi, vicesindaco e assessore di Rimini: “L’intesa tra Stato e Regioni sul mercato del gioco d’azzardo, raggiunto ieri dopo un anno e mezzo di confronto, più che un ottimo traguardo rappresenta semmai un importante punto di partenza per sviluppare finalmente una strategia chiara e senza zone d’ombra nel contrasto alle ludopatie. Una strategia che si basa su due principi di base imprescindibili, ovvero la tutela della salute pubblica e il contrasto all’illegalità, assunti – come ha sottolineato ieri il sottosegretario Baretta – come obiettivi dell’intero Paese. Un’intesa che soprattutto consente a governatori e sindaci la possibilità di decidere come intervenire sul proprio territorio, definendo ad esempio dove possono aprire le sale giochi, la distanza dai luoghi sensibili come le scuole, fino agli orari di apertura. Si garantisce così a chi amministra la possibilità di gestire al meglio il territorio, tenendo conto delle proprie peculiarità e degli obiettivi, muovendosi però in un quadro di normative generale condiviso dal Governo. L’obiettivo non è penalizzare chi investe nel gioco legale, ma evitare che si arrivi a situazioni di crescita incontrollata, e quindi ingestibile, delle sale slot e delle sale da gioco. Il Comune di Rimini è da tempo impegnato nel contrasto al gioco d’azzardo e alle ludopatie e ha aderito con convinzione alle recenti linee guida regionali, che prevedono ad esempio il divieto di aprire sale da gioco vicino alle scuole, ai luoghi di aggregazione giovanile e di culto, agli impianti sportivi, alle strutture ricettive per categorie protette. Stiamo già lavorando quindi per raggiungere quell’ambizioso ma fondamentale obiettivo emerso dall’intesa Stato-Regioni, ovvero arrivare nel giro di tre anni al dimezzamento delle sale giochi. Oltre a questo continueremo a portare avanti in parallelo l’indispensabile lavoro sotto il profilo educativo, rivolto oltre che ai più giovani attraverso specifici progetti nelle scuole con esperti del settore, anche con i gestori degli esercizi pubblici. In questo senso abbiamo già avuto segnali importanti di una presa di coscienza rispetto alla pericolosità della diffusione incontrollata di slot e videolottery che rappresentano una calamita per le persone maggiormente vulnerabili. Basti ricordare che secondo i dati del 2016 raccolti dal Sert, il 51% degli utenti presi in carico per dipendenza da gioco è disoccupato, pensionato o lavoratore occasionale”.

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